Fin dai primi momenti in cui il problema della diffusione dell’epidemia Covid19, sulla base di tutte le le disposizioni generali contenute nei Decreti nazionali, nelle ordinanze regionali e comunali e nelle note diramate dall’Assessorato regionale e dalla Direzione Aziendale, il nostro Dipartimento ha avuto la necessità di ripensare subito come riorganizzare l’assistenza a e adulti e famiglie in cura presso i nostri servizi, come garantire loro le prestazioni indifferibili, come modificare l’organizzazione e le modalità di lavoro, come seguire nel modo migliore possibile le norme di sicurezza per i nostri utenti e le loro famiglie e per i nostri operatori e come poter sostenere psicologicamente sia gli operatori, sia utenti e familiari, i Medici di Medicina Generale (MMG) e anche i cittadini.

Consapevoli della rapida evoluzione del quadro epidemiologico e dell’andamento della epidemia e delle misure sanitarie e sociali da mettere in atto, abbiamo prima di tutto definito le prestazioni e le attività indifferibili per la cura e la salute dei nostri utenti. Abbiamo cercato di mantenere l’apertura degli 11 Centri di di tutto il Dipartimento, garantendo la risposta alle situazioni urgenti/emergenti, potenziando dove possibile l’attività domiciliare (“ non venite voi, veniamo noi da voi”), individuando gli utenti maggiormente fragili e costruendo percorsi di regolari contatti anche con utilizzo delle “vecchie” (telefono) e nuove tecnologie ( email, internet etc. etc.), intensificando la collaborazione con MMG e con le istituzioni del (distretti sociosanitari e ).
Ora, dopo diverse settimane, siamo diventati quasi tutti “esperti digitali” – persino io stessa ed è tutto dire!   Questi strumenti tecnologici ci stanno dando un supporto straordinario, permettono agli operatori dei CSM, delle Cooperative sociali, ai gestori del privato accreditato di rimanere in costante e continuo contatto con i nostri utenti, di supportarli nella gestione delle loro paure e dei loro bisogni primari quando necessario, consentono ai gruppi di lavoro di potersi incontrare (in videoconferenze!), di gestire l’operatività quotidiana, di avere puntuali e costanti informazioni su ogni decreto e disposizione della Ausl, della Regione e del Ministero degli Interni, di rimanere coordinati con la nostra Direzione, con gli Enti Locali e di portare avanti insieme e in modo coordinato tutti le modifiche anche organizzative che si rendono necessarie di volta in volta, in ambito ospedaliero e territoriale, per affrontare i continui cambiamenti e l’evoluzione di questa emergenza sanitaria senza precedenti.

Lo strumento della relazione che è da sempre quello più importante nei percorsi di cura e nei rapporti con utenti e familiari, ha dovuto trovare strade diverse per farsi varco nel silenzio delle strade vuote e delle lunghe giornate dentro le mura di casa. Stiamo tutti facendo del nostro meglio per rimanere vicini ….anche da lontano!

Siamo ormai tutti consapevoli che nulla sarà più come prima e che anche noi che ci occupiamo di siamo chiamati fin da ora a pensare a quali modelli di intervento (e con quali alleati e interlocutori) sul , nella residenzialità e nei ricoveri dovranno essere messi in campo per poter dare risposte adeguate e efficaci, in un contesto sociale e culturale cambiato.
Dovremo partire dalle nostre buone pratiche, dalla nostra esperienza maturata in anni di lavoro e in queste fasi di emergenza, per esplorare nuovi territori.
E una nuova sfida su cui già stiamo lavorando……mentre combattiamo la pandemia e il virus da un lato, mettiamo già le fondamenta per il villaggio di domani.

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