Conversazioni con gli AdS Volontari

Attraverso le testimonianze degli Amministratori di Sostegno Volontari iscritti all’Elenco della Città metropolitana di Bologna , si vogliono analizzare stati emotivi e criticità riscontrate durante l’emergenza sanitaria nello svolgimento del ruolo di AdS Volontario.

Il 31 Gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri dichiarava lo stato di emergenza sanitaria per l’epidemia da nuovo Coronavirus; il 10 Marzo 2020 entrava successivamente in vigore il Dpcm 9 Marzo 2020 che imponeva a tutto il territorio nazionale l’adozione di misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica.

E’ in questa cornice che l’indagine di si inserisce, con l’obiettivo di fare luce sull’impatto che l’emergenza sanitaria ha avuto sul ruolo dell’ e, in particolar modo, sul ruolo degli amministratori di sostegno volontari iscritti all’ Elenco metropolitano della Città metropolitana di Bologna.

Dal 2011 è un servizio di informazione, consulenza e formazione rispetto alle tematiche dell’Amministrazione di sostegno presente sul territorio della Città metropolitana di Bologna e frutto di una convenzione sottoscritta da Istituzione G. F. Minguzzi della Città metropolitana di Bologna, Tribunale di Bologna, Università di Bologna – Dipartimento di , Centro servizi per il Volontariato della Città metropolitana di Bologna, Fondazione Dopo di Noi Bologna.

All’ interno delle azioni svolte da SOStengo! rientra, tra le altre, la gestione in stretto raccordo con l’ ufficio del Giudice Tutelare di Bologna dell’ Elenco metropolitano degli Amministratori di Sostegno (AdS) Volontari. Fin da subito è risultato quindi importante da parte di SOStengo! avere un contatto diretto, di supporto e di confronto con gli amministratori di sostegno iscritti a tale elenco per capire se e quali fossero le difficoltà riscontrate dagli AdS volontari in un momento per tutti assolutamente inaspettato e tragicamente complesso, quale quello di emergenza sanitaria .

Per avere riscontro rispetto a quanto suddetto, si è deciso di procedere ad intervistare telefonicamente un campione di 35 amministratori di sostegno volontari iscritti all’elenco pubblico della Città metropolitana di Bologna (tra fine aprile e fine maggio 2020), con lo scopo di raccogliere informazioni relative alla loro situazione emotiva ed ai cambiamenti posti in essere nella gestione quotidiana dell’emergenza. Informazioni queste risultate fondamentali nel mettere in luce preoccupazioni e problematiche riscontrate dagli amministratori di sostegno volontari nello svolgimento del loro incarico durante l’emergenza sanitaria Covid-19, che hanno consentito di redigere un report: “Il ruolo dell’ Volontario durante l’emergenza Covid-19: Conversazioni con gli Amministratori di Sostegno Volontari iscritti all’ Elenco metropolitano di Bologna” (qui il testo integrale del report).

Conversando con gli Amministratori di sostegno, primaria esigenza è stata quella di capire in che modo fosse stata emotivamente gestita l’emergenza sanitaria; confortante in tal senso è stato constatare come la maggioranza di essi (il 60 % degli intervistati) sia riuscito a gestire serenamente l’emergenza sanitaria senza grandi preoccupazioni per la salute del proprio beneficiario; situazione differente per il 23% del campione di AdS raggiunto che ha riscontrato, per contro, una maggiore preoccupazione per la salute del beneficiario.

Sono state quest’ultime, per lo più, situazioni in cui i beneficiari (con patologie psichiatriche) vivendo soli si sono dimostrati maggiormente restii a rispettare le misure restrittive imposte; la preoccupazione da parte degli AdS in questi casi è stata principalmente legata alle ripercussioni emotive che solitudine e reclusione potessero inevitabilmente generare in capo ai beneficiari (in termini di ). Solo il 3% ha avvertito, invece, molta preoccupazione per la salute del beneficiario; circostanze queste in cui il beneficiario è entrato in contatto con il Covid-19 generando comprensibilmente una forte preoccupazione in capo all’ .

Fortunatamente solo il 14 % degli AdS raggiunti ha dovuto affrontare situazioni in cui uno o più beneficiari sono risultati positivi a Covid-19; in questi casi è emersa l’importanza della comunicazione tra AdS e personale sanitario ospedaliero o di RSA, al fine di rimanere costantemente aggiornati sulle condizioni di salute del beneficiario. In alcune circostanze è risultato inoltre molto importante il ruolo dell’AdS nel mettere in contatto il personale sanitario ospedaliero chiamato a gestire l’emergenza, con il medico di riferimento che segue abitualmente il beneficiario per la (psichiatra di riferimento) al fine di individuare la terapia clinica più appropriata nel momento dell’urgenza (va rilevato come il 69% degli amministratori di sostegno volontari intervistati non abbia avuto casi di beneficiari risultati positivi al Covid-19).

Per quanto riguarda, invece, i cambiamenti riscontrati dagli amministratori di sostegno volontari durante lo svolgimento del proprio compito a causa delle misure di contenimento attuate con il Dpcm 9 Marzo 2020 , va rilevato come videochiamate, telefonate ed un maggior coordinamento con la rete degli altri soggetti presenti attorno al beneficiario si siano rivelati strumenti fondamentali nella gestione della situazione di emergenza. Per la maggior parte dei volontari intervistati il cambiamento più significativo è stato, infatti, sostituire gli incontri dal vivo con videochiamate e/o telefonate; ciò è stato fondamentale da parte dell’AdS per continuare ad essere sempre presente nella vita quotidiana del beneficiario.

La comunicazione a distanza, pur penalizzando il piano relazionale, ha consentito di supportare emotivamente i beneficiari soli e senza supporto famigliare.

Da un punto di vista operativo non è mutata nella maggior parte dei casi la gestione patrimoniale; gli amministratori di sostegno hanno per lo più continuato ad utilizzare metodi di pagamento a distanza o modalità di erogazione di denaro attraverso la ricarica di carte prepagate (casistica: nella maggior parte dei casi beneficiari o con disabilità ospitati in struttura o che vivono nel proprio appartamento assistiti da personale di servizio).

Nei casi di beneficiari con patologie psichiatriche e con un elevato grado di autonomia, fondamentale è risultata la coesione della “rete” dei soggetti presenti nella vita del beneficiario stesso ed il ruolo dell’AdS come coordinatore di essa. In queste circostanze l’AdS ha dovuto, infatti, contare maggiormente sulla rete esistente intorno al beneficiario, coordinandosi efficacemente con assistenti sociali, personale di servizio, rete di vicinato e forze dell’ordine per il supporto del beneficiario nella gestione quotidiana.

Solo una piccola parte degli amministratori di sostegno intervistati (l’8%) non ha riscontrato cambiamenti nello svolgimento del proprio incarico; in questi casi gli amministratori di sostegno hanno continuato a svolgere il loro compito, anche in presenza, consegnando personalmente il denaro ai propri beneficiari (utilizzando gli appositi moduli di autocertificazione per gli spostamenti e le misure precauzionali del caso).

Per quanto riguarda le problematiche riscontrate, va sottolineato come solo una piccola parte del campione di AdS intervistato (il 14%) abbia ravvisato effettive problematiche nello svolgimento del proprio compiti; problematiche dovute, per lo più, alla lontananza fisica nel rapporto con il beneficiario. In questo senso è risultato certamente più complicato interagire con il beneficiario per lo svolgimento di azioni che nella normalità venivano compiute assieme da amministratore di sostegno e beneficiario (ad esempio la redazione del rendiconto o la gestione patrimoniale nei casi caratterizzati da una più elevata autonomia da parte del beneficiario).

Solo il 20% ha riscontrato problematiche nei confronti del servizio sanitario (per lo più dovute ad una difficile comunicazione). Va rilevato, però, come in questa fase di emergenza i rapporti tra AdS e e sanitari siano stati in generale molto importanti, finalizzati alla ricerca di soluzioni concrete e condivise in relazione alle varie casistiche.

Nel complesso l’analisi dei dati raccolti durante i colloqui con gli Amministratori di sostegno Volontari ha riportato un risultato positivo rispetto alle aspettative di partenza generate dalla fase emergenziale.

Pur essendosi sicuramente verificate criticità nella gestione dei rapporti con i beneficiari, ciò che risulta dal lavoro di indagine condotto da SOStengo! è come gli amministratori di sostegno volontari intervistati si siano dimostrati nel complesso sereni e tranquilli nello svolgimento del proprio ruolo anche durante questa fase molto complicata.

Quello dell’amministratore di sostegno si è, infatti, confermato un ruolo molto importante nell’aiuto del beneficiario durante l’emergenza sanitaria Covid-19 sia per quanto riguarda il supporto nella gestione patrimoniale sia, soprattutto, per quanto riguarda il supporto emotivo fornito durante il periodo di lock-down, che ha visto, in alcuni casi, beneficiari affetti da disturbi psichiatrici vivere soli nella propria abitazione. Se dal punto di vista della gestione patrimoniale rilevanti cambiamenti non si sono verificati, le maggiori difficoltà sono state riscontrate nel supporto assistenziale e nella gestione della quotidianità. In queste circostanze la presenza costante dell’Amministratore di sostegno, anche se attraverso telefonate e video telefonate, e il supporto della “rete” di soggetti costruita attorno al beneficiario costituita da servizi socio-sanitari, personale di servizio, relazioni di vicinato sono state azioni fondamentali nel cercare di far fronte quotidianamente all’emergenza sanitaria e ad attenuare situazioni di fragilità emotiva causate da stati di ansia e solitudine.

 

, Coordinamento SOStengo! Istituzione G. F. Minguzzi della Città metropolitana di Bologna;

in collaborazione con , Tirocinante Istituzione G. F. Minguzzi della Città metropolitana di Bologna.

Per maggiori informazioni relative alle attività svolte dal servizio SOStengo! è possibile consultare la pagina web: www.sostengoads.it

 

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