Viene qui presentato un “position paper” pubblicato il 15 maggio 2020 da * (Federazione Europea delle Associazioni di Psicologi), redatto dallo Standing Committeee di di , in collaborazione con (Associazione Europea di di ), che risponde a due domande di grande attualità: 1. Qual è il ruolo cruciale che rivestono le nell’affrontare le crisi? 2. Cosa può offrire la “ di ” come disciplina per aiutare le a risollevarsi dopo la crisi?

In uno dei tempi più destabilizzanti mai vissuti dalle nostre società, non c’è dubbio che il nostro “senso di ” e la nostra abilità nel sostegno reciproco possono svolgere un ruolo cruciale nel modo con cui affrontiamo una situazione che non abbiamo mai sperimentato prima. Questo riguarderà soprattutto i gruppi più deboli delle nostre . Ma per potere offrire/sviluppare il sostegno reciproco per i gruppi più vulnerabili, c’è bisogno di mantenere e coltivare forti e un comune senso di .

Come possiamo rafforzare le nostre in vista di una sfida che non abbiamo mai sperimentato? In  tempi come questi occorre rafforzare i legami tra le persone nelle : è necessario non solo incrementare il coinvolgimento del sociale, ma anche stabilire il senso di appartenenza e di comunità tra istituzioni, imprese locali, attivisti culturali, volontari, governi locali e media locali.

Le comunità possono aumentare la partecipazione delle persone

Molte comunità, immediatamente dopo l’esordio della pandemia, hanno reagito in una miriade di modi creativi per aiutare i più vulnerabili. Se si vuole aumentare la partecipazione delle persone, è importante tener conto dei motivi che spingono le persone a coinvolgersi: le persone hanno bisogno di sentire che il loro contributo è veramente utile, e che hanno influenza su un problema, hanno anche bisogno di avere un certo livello di autonomia e di controllo sull’ambiente circostante, e di un riconoscimento per gli sforzi fatti.

Se la comunità è coinvolta attivamente, e sa che cosa può produrre il suo coinvolgimento, allora  contribuirà in modo più  significativo.  Il grado di coinvolgimento fa la differenza, non solo tra fare e non fare,  ma anche rispetto alla qualità del fare.

Specialmente in tempi di distanziamento sociale, può essere psicologicamente importante che la partecipazione sia sostenuta, e ad esempio che i volontari possano condividere le loro esperienze, sentendosi per telefono o via mail, facendo incontri online settimanali nelle comunità.

Le comunità possono stimolare la collaborazione intersettoriale

La collaborazione intersettoriale tra le istituzioni, le iniziative, i gruppi di comunità aiuterà a stabilire un forte senso di comunità (“non siamo soli lì fuori”), specie se include anche le realtà più piccole, o settori specifici,  presenti nella maggior parte delle comunità, come per esempio le cliniche, i centri diurni, i club o le associazioni, gli ospedali, le librerie, i gruppi di quartiere, le organizzazioni genitori-insegnanti, i gruppi ricreativi, i gruppi religiosi, le associazioni di volontariato, gli enti di servizio sociale. Le comunità devono rivolgersi con una strategia informativa e comunicativa adeguata ai diversi gruppi target, quali organizzazioni civiche, organizzazioni di base, consigli di istituto scolastici, sindacati, gruppi genitori-insegnanti, organizzazioni cattoliche, media locali, funzionari del governo locale.

Comunità accessibili e inclusive in tempi di crisi

Molte comunità in tempi di crisi hanno lavorato per  aumentare le comunicazioni intergenerazionale e all’interno delle famiglie e delle reti. Stabilire linee telefoniche dedicate o inviare lettere può essere un piccolo inizio e può crescere fino a diventare un’azione  di volontariato strategica.

In tempi di crisi il focus è sul nostro capitale sociale e sulla cultura della responsabilità sociale. Quali sono i modi per sviluppare il sostegno intergenerazionale? Per aiutare gli anziani ad affrontare la crisi è importante tenerli al sicuro, ma allo stesso tempo renderli connessi e farli sentire utili agli altri, aiutarli a trovare nuovi e diversi modi per badare ai più giovani, stabilendo una routine giornaliera che metta in contatto i nonni con i nipoti. Alle persone giovani, un coinvolgimento attivo in una rete di sostegno sociale, sia durante un disastro che dopo, può portare benefici psicologici, come per esempio rafforzare l’autostima, aumentare il desiderio di essere aiutati dagli altri e incrementare il senso di efficacia collettiva e personale.

Costruire le comunità per le sfide future, inclusa la prossima pandemia, aiuterà a pianificare reti sociali sostenibili. Per far fronte alla scarsità di risorse del sistema sanitario, le comunità devono produrre  piani per l’inclusione dei poveri, degli anziani, degli emarginati, di chi non ha potere.

Le comunità possono incoraggiare i legami con la famiglia, gli amici, i colleghi e i vicini. A casa, al lavoro, a scuola, nel quartiere. Incoraggiare a pensare a questi legami come a capisaldi nella vita e investire tempo e cura nello svilupparli. I legami sociali danno supporto, conforto, gioia e arricchiscono la vita di tutti i giorni. La solidarietà nel vicinato è la chiave per affrontare le sfide future. La con i suoi strumenti può contribuire a rivitalizzare il vicinato per rafforzare la solidarietà locale e sviluppare nuove forme di essere insieme.

Il Dugnad (pratica norvegese) “lo spirito di voler lavorare insieme per una comunità migliore” è un esempio proveniente dall’Europa nel Nord che combina la conoscenza implicita locale con il potere dell’essere insieme.  (en.wikipedia.org). Questo spirito si può trovare anche nelle azioni volontarie spontanee che abbiamo visto nei paesi colpiti più duramente dal Covid -19 (Italia, Spagna, Regno Unito).

Le comunità possono rafforzare il “senso di comunità” combattendo l’isolamento e la distanza sociale

Un esempio di questo sarebbe “Agli altri sembra importare cosa faccio. Ho qualcuno con cui condividere i miei pensieri e loro sembrano conoscermi e mi baderanno quando ne avrò bisogno. Non sono totalmente solo”. (Holte, 2017, psykologforeningen.no).

Il senso di comunità è la consapevolezza che puoi condividere i tuoi pensieri, le tue esperienze e i tuoi sentimenti con qualcuno, che tu importi agli altri, che gli altri si preoccupano per te, e che baderanno a te quando avrai bisogno di loro. La sensazione di non essere soli.

Queste esperienze possono anche essere chiamate senso di identità/appartenenza/comunità, rispetto per sé stessi/rafforzamento sociale/capitale/gruppo sociale, e sono radicati nei bisogni psicologici delle persone: la sensazione di essere qualcuno con dei diritti e un proprio valore. Di essere parte di qualcosa più grande di te, che qualcuno possa aver bisogno di te. Potrebbe essere la tua famiglia, i tuoi amici, l’asilo, la scuola, il quartiere, il posto di lavoro, o un’organizzazione. La sensazione di essere capace di fare qualcosa, che puoi dare un contributo con una tua abilità. La sensazione di appartenere a qualcuno e a un posto che senti come tuo. La sensazione di poter pensare, sentire, agire senza essere spaventato.

Se il senso di comunità nelle persone è da rafforzare, per farlo le comunità hanno bisogno di sviluppare (virtualmente) luoghi di incontro nelle nostre vite di tutti i giorni; l’asilo, la scuola, il posto di lavoro, il quartiere, il volontariato, le attività culturali e ricreative. Un forte senso di comunità rafforza la capacità della comunità di dare un aiuto collettivo agli individui. La sensazione di essere una risorsa per il proprio vicinato.

Costruire la resilienza con pratiche di co-produzione e co-creazione

Si può migliorare la resilienza delle comunità, sia per affrontare minacce immediate, sia per  sviluppare  forme sostenibili di benessere pubblico, solo se esiste un alto livello di fiducia tra le autorità e i cittadini. Far capire ai membri della comunità che sono soggetti attivamente coinvolti nelle misure per prevenire la diffusione del virus, può aiutare a costruire questa fiducia.

Si può costruire lo spirito/la fiducia nella nostra comunità se tiene conto della conoscenza implicita locale e delle abilità dei membri della comunità a costruire nuovi modi di comprendere le connessioni delle comunità di cui siamo parte. Costruire fiducia e solidarietà è un processo a lungo termine, che coinvolge il settore privato e quello pubblico. In questo processo di creazione della fiducia è importante che la forza delle risorse della rete possa essere mobilitata velocemente. Le comunità devono anche occuparsi  dei loro punti deboli, quelli che possono generare vulnerabilità alla solitudine e all’isolamento.

La rigenerazione della comunità dopo la crisi

Le comunità in tanti paesi si sono mostrate sorprendentemente attive nel rafforzare il loro senso di appartenenza e nel costruire nuove forme di comunità. Riconoscere  la ricchezza delle idee messe in campo, creativamente dentro le comunità, incluse quelle  sorprendenti e inaspettate  (pop-up solutions) e valorizzarle sarà importante  per mantenere il senso di comunità e la capacità di co-creazione che sta emergendo nelle nostre società.

E’ cruciale in un momento in cui le relazioni faccia a faccia sono “sospese”,  riconoscere questi modi di costruire/esprimere la solidarietà per lo sviluppo di comunità più coese.  E importante per le comunità investire nel ricostituire il futuro tessuto sociale e il sistema pubblico. Nella collaborazione tra pubblico e privato, tra istituzioni e cittadini  vi sono opportunità di costruire reciprocità e mutuo sostegno per il futuro.

Le istituzioni locali hanno un ruolo chiave. Possono dare voce alle paure e alle preoccupazioni della comunità e stabilire con loro soluzioni per affrontare i problemi. Gli esperti dovrebbero essere coinvolti nel processo, assicurandosi che le informazioni necessarie siano disponibili. Dovrebbero predisporre piani per affrontare le future pandemie / minacce coinvolgendo diversi attori, inclusi i membri della comunità. Le capacità che le comunità hanno mostrato durante la crisi dovrebbero essere la base per reinventare i servizi pubblici. Le collaborazioni per la promozione della salute a livello locale dovrebbero essere sostenute, dato che l’evidenza ha mostrato che i servizi sanitari territoriali sono più capaci di contenere e gestire la pandemia. Gli psicologi di comunità potrebbero sostenere lo sviluppo e la gestione di queste partnerships  di comunità per la promozione della salute.

La rigenerazione include ristabilire una connessione diversa con il nostro ambiente naturale. È fondamentale riconoscere l’importanza dell’ambiente naturale per il benessere delle persone e sviluppare la consapevolezza di quanto sia determinante e di quali opportunità abbiamo per adottare un approccio più sostenibile al nostro ambiente locale. Molti cittadini hanno sperimentato nuovi modi di godere del proprio ambiente per camminate e tempo libero durante la pandemia. Questo ha reso possibile una connessione più forte.

Integrare la responsabilità sociale e le competenze di cittadinanza nei programmi educativi

I programmi  educativi/formativi nelle scuole potrebbero avere l’obiettivo di promuovere il benessere psicologico e sociale, reinventando di conseguenza l’ambiente educativo. Sono importanti i partecipativi, che permettono a bambini e giovani di esplorare le loro sensazioni, paure ed emozioni. Sarebbe importante cogliere l’opportunità di riflettere con i giovani su come ristabilire un nuovo modo di stare insieme in gruppo e nella comunità, e discutere con loro di responsabilità civica. Il post-emergenza Covid potrebbe essere un’opportunità per rafforzare le competenze di cittadinanza attraverso l’apprendimento esperienziale (experiential learning). Il Service Learning potrebbe essere d’aiuto nell’educazione primaria, secondaria e superiore, offrendo anche l’opportunità di identificare nuovi luoghi di apprendimento (sostenendo allo stesso tempo la necessità di migliorare la qualità dell’educazione, ma anche di mantenere misure di sicurezza e di distanziamento).

Nei luoghi che sono stati fortemente colpiti dalla pandemia, con alti tassi di mortalità e sofferenza, uno degli obiettivi principali per gli interventi  nella scuola può essere quello di ristabilire il senso di sicurezza nei bambini, la loro stabilità emotiva, e creare opportunità per uno sviluppo positivo. Gli interventi potrebbero essere svolti  nelle classi in modo sistematico per permettere ai bambini di capire le cause della pandemia, per esprimere pensieri e sensazioni spiacevoli, ma anche per permettere loro di apprendere modi positivi di reagire e sviluppare una sensazione di controllo. Molti bambini con disturbi di apprendimento e bisogni educativi speciali hanno perso il loro sostegno abituale durante la crisi. Le comunità e le scuole devono aiutare i bambini con bisogni educativi speciali, promuovendo il loro sviluppo e le loro abilità di apprendimento.

 

Coltivare una memoria di comunità costruirà la forza e la resilienza della comunità

Gli psicologi di comunità possono aiutare a  costruire/mantenere una “memoria di comunità” per quando ci sarà la ripresa sociale dopo la crisi. A questo proposito, gli psicologi di comunità in Europa, insieme con i loro colleghi degli Stati Uniti, stanno raccogliendo idee, momenti creativi, esperienze collettive e individuali e modelli di buone pratiche in una “Nuova Banca di idee e soluzioni della comunità” (New Bank of Community Ideas and Solutions). Memorie  collettive sul rinnovato senso di comunità saranno un bene prezioso che potrà essere usato per ricostruire le nostre future comunità e società e renderle più resilienti e inclusive. Per vedere i risultati e le analisi: ecpa-online.com. **

Prendersi cura del benessere collettivo e individuale

Durante la crisi le persone possono vivere un senso di paura e rabbia. L’isolamento e le preoccupazioni per la salute portano al rischio di stabilire la “distanza sociale” come una nuova misura di relazione strutturale. È importante mantenere  aperto uno spazio per discutere sulle paure e sulle preoccupazioni, per aiutare le persone, far convivere il bisogno di protezione con il bisogno di una vita creativa e sociale. Le comunità possono aiutare le persone a riconoscere la multidimensionalità del benessere, e sostenere la loro capacità di padroneggiare e dare un significato alla situazione che hanno vissuto. Questo potrebbe essere fatto raccogliendo “storie di successo” e scrivendo narrazioni collettive che potrebbero aiutare le persone ad affrontare le avversità. Le riflessioni collettive su come i valori sociali e individuali siano stati messi a dura prova dalla crisi potrebbero essere sostenute e nuovi patti di solidarietà potrebbero essere sviluppati a partire da queste riflessioni. È importante aiutare le persone che hanno perso i loro familiari ad avere luoghi collettivi per elaborare le loro perdite, riconoscendo  l’importanza di rituali collettivi di comunità.

Includere una prospettiva di genere nell’agenda post-pandemia, rivalutando il “lavoro riproduttivo”

C’è evidenza di come, nel mondo, le crisi pandemiche e globali aumentino le diseguaglianze. Per le donne, che nelle società occidentali forniscono la maggior parte delle cure informali nelle famiglie, questo potrebbe avere delle implicazioni. Le loro opportunità di lavoro ed economiche potrebbero essere ridotte, dato l’aumento della quantità del lavoro non pagato e di accudimento. Sarebbe importante per le comunità considerare questi bisogni espressamente legati al genere, includendo le donne nel processo decisionale per la risposta post-pandemia. Gli psicologi di comunità potrebbero dare un contributo significativo in tre aree cruciali di azioni per l’adozione di una prospettiva di genere:
– Advocacy e sensibilizzazione: collaborare con organizzazioni non governative, promuovere i centri e le organizzazioni che lavorano per l’uguaglianza di genere;
– Sviluppare ricerche  attraverso metodologie partecipate che incorporino la prospettiva delle donne sulla pandemia e le sue conseguenze, permettendo loro di avere una voce e di usare le loro competenze (leadership, creatività) per progettare lo scenario post-Covid 19;
– Sostenere i servizi di caregiving (per le vittime di violenza interpersonale, per i caregivers) e le comunità di sostegno (informali).

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* (the European Federation of Psychologists’ Associations) rappresenta le associazioni di psicologi di 39 paesi europei e circa 350.000 psicologi. riunisce esperti europei in nel gruppo di lavoro Standing Committee for Community Psychology. intende condividere alcune raccomandazioni basilari sugli effetti sociali sulle comunità in relazione alla diffusione del Coronavirus. La può offrire competenze specializzate e strumenti utili per i problemi reali,  sia su scala locale che globale.

** Un’altra risorsa è il repository che raccoglie gli interventi e nuovi strumenti di per fronteggiare il in Europa. Questo documento rappresenta una risorsa per la in relazione alla pandemia e verrà aggiornato con nuovi esempi.

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A cura di Bruna Zani (Istituzione G.F. Minguzzi) e Cinzia Albanesi (Presidente )

Il testo originale in inglese è reperibile ai link efpa.eu,  covid19forpsychologists.eu, ecpa-online.com

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