Via Nosadella non è soltanto una strada del centro storico di Bologna. Dietro i suoi portoni si custodisce una trama di esperienze e storie personali che ha disegnato percorsi fondamentali nel campo della disabilità, del volontariato e della cultura della pace. Fra questi, Padre Angelo Cavagna rappresenta una figura centrale nel panorama del pacifismo e dell’impegno civile italiano del secondo Novecento. Sacerdote dehoniano, ha coniugato riflessione teologica e azione concreta, sviluppando un approccio radicalmente critico nei confronti della retorica militarista. Andrea Pancaldi ci ricorda la sua figura e il suo impegno a due anni dalla scomparsa.
Ci sono strade a Bologna che hanno una loro identità spiccata, visibile, inconfondibile, in parte fatta di cose reali e in parte di leggende. Pensiamo a via del Pratello, ai locali, alle ore piccole, alla kermesse per il 25 aprile. Via Farini, la Bologna bene, circondata da piazzette alberate, palazzi dei “poteri”, negozi eleganti e anche di lusso, bar che hanno fatto storia.
Via Nosadella è certamente conosciuta, ma oltre ai giardini interni e campetti da calcio e alla bottega del pane di Piron el furnar, all’inizio della via dove sono concentrati tutti i pochi negozi della strada, cela dietro ai portoni una realtà e una storia forse poco conosciuta, fatta di storia della disabilità, di impegno contro la marginalità, di costruzione di pace e decostruzione di guerra.
Lungo via Nosadella
Lasciamoci alle spalle la farmacia all’angolo e proviamo ad incamminarci. A sinistra dopo la Chiesa hanno abitato per lunghi anni le edizioni Dehoniane (ora trasferite altrove) i cui libri e riviste hanno trattato infinite volte i temi sociali, letti dal punto di vista ecclesiale ma anche laico. La rivista il Regno, che compie quest’ anno 70 anni, la più conosciuta, la collana sulla disabilità Gli esclusi diretta da Andrea Canevaro, e la collana Volontari perché diretta da Luciano Tavazza.
Andrea e Luciano ci hanno lasciato, chi prima, chi dopo, regalandoci una eredità preziosa nel campo della disabilità e del volontariato. Andrea, che abitava in Nosadella, è stato il pedagogista padre della integrazione scolastica degli studenti con disabilità. Luciano era romano (…pur essendo nato da queste parti, a Porretta Terme, dove il padre era ferroviere) ed è stato uno dei fondatori del volontariato moderno, quello nato negli anni ‘70 che, oltre ad agire nel concreto, si occupa politicamente e culturalmente delle cause della marginalità.
Passato l’incrocio con via Cà Selvatica i portoni sia di destra che di sinistra ci restituiscono impegni che vanno indietro di centinaia di anni. L’ex convitto di Santa Elisabetta è ancora attivo e tra le varie attività tutte le mattine distribuisce la colazione a persone che si trovano in difficoltà. Di fronte la Fondazione Gualandi ha raccolto l’eredità dell’antico omonimo Istituto per sordomuti e gestisce varie attività nel campo delle persone sorde, come interventi di tipo educativo, attività laboratoriali e formative. Edita la rivista Effeta che esce da 120 anni (!!). Ha anche ristrutturato l’utilizzo dei locali, sono spariti ormai da molti anni il vecchio cinema Sordomuti e la omonima Tipografia, sostituiti da scuola materna e scuola per l’infanzia. Il campo da calcio rimane, ma non ci giocano più i ragazzi della Polisportiva Silenziosi.
Tornando sul lato sinistro, l’ultimo portone di cui ci occupiamo prima di arrivare a via Saragozza è al numero 48. Non serve entrare perché è la targa esterna che ci interessa segnalando che lì ha abitato dal 1936 al 1942, gli anni del liceo Galvani e i primi di Università a Lettere, Pier Paolo Pasolini, un altro che di emarginazione e stigma, anche sulla propria pelle, si è decisamente occupato.
Questi i nomi famosi, di persone e Istituzioni, le cui vicende si sono dipanate anche “dietro ai portoni” di via Nosadella. Poi curiosamente si potrebbero aggiungere molte altre persone che hanno lavorato o lavorano nei servizi di Bologna, pubblici o privati, legati alla disabilità; ne ho conosciute, abitando anch’io lì, almeno otto in 250 metri di strada, tra fisiatri, neuropsichiatri, musicoterapeuti, sociologi, informatici.
La lotta all’esclusione è costruzione di pace
Ripercorrendo Nosadella all’incontrario dal 48 di Pasolini al 3 delle vecchie Edizioni Dehoniane, ricordo per ultimo, ma non ultimo, padre Angelo Cavagna, dehoniano anch’egli e giornalista, che in vita sua ha fatto in tempo a fare anche il contadino e il prete operaio.
Originario di Serina nella montagna bergamasca, ma bolognese di adozione (…un po’ anche modenese). Impegnato particolarmente sul fronte pacifista e antimilitarista, è stato negli anni 70/90 tra le figure italiane più importanti nell’ambito della difesa della obiezione di coscienza al militare, nella promozione del servizio civile e delle forme di difesa non violenta, nella critica alle logiche militari e alle relative retoriche. Ha partecipato a missioni di pace durante la guerra nella ex Jugoslavia negli anni ‘90. È tra i fondatori del GAVCI, Gruppo Autonomo di Volontariato Civile in Italia, che ha ospitato centinaia di obiettori di coscienza e ospita ancora ragazzi e ragazze in servizio civile, e della Ong CEFA, Centro europeo di formazione agraria.
Scomparso nel 2024, ad un anno dalla morte una cinquantina di ex obiettori di coscienza ed altre persone di area pacifista, si sono ritrovate per ricordarne la figura. Sono nate varie iniziative tra cui, visti i tempi che viviamo, una Rassegna stampa quindicinale gratuita su pace/guerra/eserciti/armamenti/difesa nonviolenta che ha già prodotto 23 numeri e diffuso oltre mille notizie (vedi qui) e soprattutto un volume a lui dedicato che, partendo dai suoi scritti, costituisce una sorta di manuale per la formazione, attività che è obbligatoria, dei ragazzi e delle ragazze che svolgono il servizio civile volontario[1]
Angelo e la disabilità
Anche Angelo ha lasciato la sua impronta nel mondo della disabilità, infatti tanti degli obiettori del GAVCI, compreso chi scrive, hanno svolto il servizio civile sostitutivo nelle associazioni dell’area disabilità (che allora, prima della abolizione della leva, durava 8 mesi in più della leva, misura per dissuadere da tale scelta). Di queste esperienze abbiamo anche raccontato nel Progetto Memorie vive realizzato a Bologna da Istituzione Minguzzi, Comune e IRESS, sia nella parte dedicata alla disabilità sia nella parte dedicata al ruolo della realtà ecclesiale nella stagione della nascita dei servizi pubblici negli anni 70/80 (se ne può leggere qui)
Mi piace qui ricordare l’esperienza dell’AIAS di Bologna in cui gli obiettori negli anni ‘80 hanno dato un impulso fondamentale in quelli che sono i due servizi più conosciuti a livello nazionale, come l’Ausilioteca e il Centro Documentazione Handicap, diventato quest’ultimo poi, a fine anni ‘90, una associazione autonoma. Anche in termini di professionalità ne sono state sfornate tante che, terminato il servizio civile, hanno lavorato o lavorano ancora nella realtà cittadina; almeno 4/5 educatori, un fisioterapista, tre giornalisti, uno psicologo e anche alcuni ingegneri elettronici e tecnici informatici impegnati sul fronte delle tecnologie assistive. Anche altre associazioni bolognesi hanno avuto in quegli anni percorsi simili, penso all’Anffas dove l’attuale presidente, Gaspare Vesco, è stato un obiettore. Poi negli anni in altre associazioni, soprattutto una volta abolita la leva nel 2005, è iniziato il servizio civile volontario per giovani di ambo i sessi
Insomma via Nosadella ha tanto da raccontare e, speriamo, ancora tanto da fare.[2]
Andrea Pancaldi
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NOTE
- Michelangelo Chiurchiù – a cura di -, “Padre Angelo Cavagna. Profeta della pace e della nonviolenza”, Multimage, Firenze, 2026. Prefazione di don Luigi Ciotti Si può leggere qui
Il volume, su iniziativa del CEFA e del Gruppo amici padre Cavagna, verrà presentato martedì 28 aprile prossimo alle ore 17,30 presso la Sala della Fondazione Barberini (via Mentana 2 a Bologna). Nel volantino trovate tutte le informazioni. https://padreangelocavagna.wordpress.com/ ↑ - Il presente articolo è apparso per la prima volta sul sito della FISH superando.it. Viene riproposto qui con alcune modifiche e integrazioni ↑
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