Abbiamo intervistato Francesca Baroni, Consulente del coordinamento regionale del Festival della Cultura – Città metropolitana di Bologna.

– Quando e come nasce il Festival della Cultura ?

Il Festival della Cultura è un cartellone di della durata di circa due mesi, che si svolge nell’autunno di ogni anno. È nato nel 2014 e, con riferimento al metropolitano, quest’anno è quindi in corso la settima edizione. L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 14 ottobre e si concluderà il 19 dicembre.

Il Festival si è sviluppato nell’ambito del primissimo Piano Strategico Metropolitano di Bologna, nascendo “dal basso”, con il coinvolgimento di tutti i soggetti del e con il coordinamento della Provincia di Bologna, che sarebbe poi divenuta Città metropolitana. Si individuarono i trend prioritari per lo sviluppo del e vennero definiti diversi progetti, uno dei quali era “Il Rilancio dell’ ” che individuava nell’investimento nell’istruzione , in particolare dell’area industriale, uno dei nodi indispensabili per rilanciare la manifattura e l’automazione, elementi trainanti della nostra economia. Si intendeva tra le altre cose contrastare l’immagine, presente anche tra insegnanti della secondaria di primo grado e famiglie, degli istituti tecnici e ancor più degli istituti professionali come “scuole di serie B”,  scelti da non motivati allo studio e all’impegno e, in generale, non in grado di fornire competenze adeguate ai fabbisogni delle imprese.

Per porre fine a questa lettura molto semplicistica si avviò un lavoro di rete con i 9 istituti tecnici del settore tecnologico presenti nel metropolitano, per dare visibilità agli elementi qualificanti di questa offerta e, contemporaneamente, per innovarne i processi curricolari, didattici e organizzativi in rapporto con il sistema produttivo e il .  Il primo Festival della Cultura , nel 2014, ebbe proprio l’obiettivo di rendere visibile questo impegno alla cittadinanza, tanto che la prima “Fiera delle Idee”, l’esposizione su desk interattivi dei prodotti/prototipi realizzati da studentesse e studenti che da quel momento in poi rappresentò l’evento di apertura del Festival,  venne collocata nel cortile di Palazzo d’Accursio, sotto gli occhi delle persone, come esperienza fruibile da chiunque passasse in zona.

Va specificato che l’obiettivo, sia della giornata di apertura sia dell’intero Festival, è sempre stato plurimo: certamente veicolare una idea corretta e approfondita dell’istruzione e professionale secondaria e post-secondaria, ma anche promuovere la e la scienza come competenze di cittadinanza in una logica di integrazione con la cultura umanistica, nonché presentare i progetti più significativi realizzati sul territorio in questi ambiti. Quindi: uno strumento di orientamento ma anche e soprattutto un’operazione culturale, rivolta a , famiglie, cittadinanza e sistema educativo, volta ad evidenziare le connessioni tra il pensare a il fare e l’importanza della e della scienza nelle vite delle persone. Così come è importante scrivere, leggere o conoscere l’arte, è altrettanto importante sapere come funziona un circuito elettrico o quali sono i muri portanti della propria abitazione o cosa è la logistica. E i vari tipi di conoscenze si compenetrano fra loro, si richiamano a vicenda e si integrano tutti i giorni nella nostra quotidianità. Questo è il messaggio che i numerosi enti organizzatori degli – scuole, enti di formazione, università, enti locali, associazioni, centri di ricerca, imprese – hanno voluto trasmettere in questi anni con tutte le iniziative del Festival, che sono gratuite e spesso aperte a tutte le persone interessate.

In tutto questo, è fondamentale la prospettiva di genere: di norma la dimensione scientifica e ancora di più quella sono considerate di maggiore interesse per la popolazione maschile, e in ogni caso ci sono condizionamenti culturali forti, fin dai primi anni di vita, su quello che è “adatto”, rispettivamente, ai maschi e alle femmine. Il Festival ha quindi l’obiettivo di contrastare sistematicamente gli stereotipi e le discriminazioni di genere contro e uomini, e la segregazione di genere nei percorsi educativi, professionali e in tutti i contesti di vita.

– Come si è evoluto il Festival in questi anni?

La prima grande evoluzione del Festival in questi sette anni è stato il passaggio da una prevalente attenzione al settore manifatturiero-industriale alla valorizzazione della in tutti i settori e in tutti i percorsi scolastico-formativi, compresi quelli dove le tecniche sono meno riconoscibili, es. finanza, servizi socio-sanitari, turismo. La al Festival è stata l’occasione per le scuole e gli enti di formazione di questi indirizzi per esplicitare le competenze in uscita e di proporle tramite esercizi, dimostrazioni, attività applicative favorendo quindi una migliore informazione alle secondarie di primo grado e un migliore raccordo con il mondo del lavoro.

L’altra grande evoluzione è stata la progressiva diffusione territoriale del Festival. Nei primi anni, ciò è avvenuto dalla città di Bologna alla dimensione metropolitana, tramite il coinvolgimento di enti locali e degli stakeholder territoriali di tutti e 7 i Distretti. Successivamente, a partire dal 2018, si è giunti alla dimensione regionale: grazie alla che ha voluto promuovere, in raccordo con la Città metropolitana, questo modello di intervento sostenendolo anche finanziariamente tramite il Fondo Sociale Europeo, oggi ogni provincia dell’Emilia-Romagna realizza un proprio Festival della Cultura tecnica, in concomitanza con quello bolognese.

I numeri sono significativi: il cartellone del Festival della Cultura 2020 presenta circa 200 eventi a livello metropolitano e circa 500 complessivi a livello regionale. Nonostante la pandemia, e anzi sfruttando al massimo le opportunità dei collegamenti a distanza, si sono replicati i risultati dell’anno scorso, e questo dimostra innanzi tutto la forza e la coesione della comunità professionale coinvolta e la motivazione a rappresentare un punto di riferimento per il sistema, le generazioni e tutta la cittadinanza anche e soprattutto in questo momento di difficoltà.

– Quali sono i temi centrali sui quali si concentrerà il Festival della Cultura di quest’anno?

Ogni anno si sceglie un tema, non esclusivo ma prioritario, che ispiri la progettazione degli eventi. Nel 2017 e nel 2018 il tema è stato “Innovazione sociale”, nel 2019 è stato “ e genere”.

Per il 2020, e con l’idea di mantenere questo focus generale anche nei prossimi anni declinandolo su diversi aspetti, ci si è focalizzati sul tema dello , per la promozione dell’Agenda 2030 e dei suoi obiettivi in visione integrata.  Per quest’anno, stante l’emergenza sanitaria, si è scelta la prospettiva e Resilienza”. La sfida è stata quella di essere, innanzitutto, uno strumento per rendere visibile la capacità di reazione delle scuole, degli enti, delle aziende e di tutti i soggetti con cui lavoriamo tutto l’anno. Abbiamo cercato da un lato di valorizzare i progetti e le azioni che sono stati comunque portati avanti nonostante l’epidemia, ma anche di sollecitare una meta-riflessione su questa nuova realtà, dando voce ai vissuti ma anche e soprattutto chiedendo di evidenziare le competenze, le soluzioni e i nuovi prodotti che in questa emergenza sono stati messi in campo.

Il programma degli eventi del Festival, dopo la prima versione presentata all’inaugurazione, è in continuo aggiornamento nella versione online, e viene continuamente integrato con nuovi eventi.

Questo il link alla pagina del cartellone metropolitano.

Questo invece il sito dedicato ai cartelloni delle province.

– Quali sono gli eventi che si realizzeranno in collaborazione con l’Istituzione Gian Franco Minguzzi?

Con la collaborazione dell’Istituzione Minguzzi durante l’emergenza Covid abbiamo creato “Native/i Resilienti. Dal all’idea del futuro – Percorsi con le nuove generazioni”. Il progetto nasce per rispondere alla domanda “Cosa stiamo imparando dalla crisi?”. Si è trattato di coinvolgere studentesse e studenti in percorsi didattici e di approfondimento sulle competenze che in questo periodo sono state messe in campo a livello personale, nel proprio sistema di relazioni, nell’ambito delle discipline di studio e nelle professioni di riferimento.

In questa iniziativa rientra il seminario online del 26 ottobre “La resilienza in adolescenti e giovani ai tempi del Covid 19: strategia individuali e di comunità”, che si propone come occasione di analisi e riflessione sul concetto di resilienza a livello individuale e di comunità indagato nella letteratura psicologica e sociale. L’attenzione è rivolta in specifico agli adolescenti, con un focus sul processo e sui fattori protettivi del “divenire resilienti”. Ci saranno gli interventi di (Università di Bologna), Elena Malaguti (Università di Bologna), Patrizia Meringolo (Università di Firenze) e (Istituzione Gian Franco Minguzzi). 

Il 27 ottobre è in programma, invece, il webinar “Trame educative – incontro con il pedagogista Roberto Maffeo”. “Trame educative per nuove comunità” è un progetto finanziato dalla Fondazione “Con i bambini”. Ha l’obiettivo di essere vicino alle famiglie al tempo del Coronavirus tramite incontri di sostegno alla per i bambini dai 0 ai 6 anni. Durante il webinar verrà illustrato il progetto, con il racconto degli incontri realizzati e la presentazione degli incontri futuri.

Il giorno dopo, il 28 ottobre, ci sarà il webinar “Percontare, le nuove guide di terza per una didattica inclusiva”. Il tema è “Matematica e Intercultura” e verterà sulla trasposizione culturale della Didattica della Matematica da alcuni paesi della zona estremo orientale all’Italia. Gli studi e le ricerche sviluppate in questi anni hanno indicato che l’insegnamento-apprendimento della matematica pone una particolare enfasi sulla complementarità e sui problemi con variazione. Interverrà Alessandro Ramploud. 

Il 29 novembre verrà affrontato il tema della privacy nel lavoro degli operatori di sportello a scuola con il webinar “Dialogo a più voci”, nell’ambito del Progetto orientamento della Città metropolitana. Si tratterà proprio di un dialogo a più voci tra Laura Paolucci (Avvocato di Stato), Gabriele Raimondi (Presidente dell’Ordine degli Psicologi Emilia-Romagna), psicologi e operatori di sportello degli istituti scolastici del territorio metropolitano.

Il 20 novembre altro webinar: “Discriminazione e Covid. Quando non si ha diritto alla tutela della propria salute”. Tratterà di come parlare con i ragazzi delle discriminazioni a sfondo razziale ed in particolare delle discriminazioni vissute dai migranti in epoca . Verranno forniti esempi e risorse pratiche a partire dall’esperienza delle associazioni di Pace di Montesole, Avvocato di Strada e CESD (Centro Educazione e Studi sulla Discriminazione). 

Infine, il 27 novembre, “Il progetto -work a Bologna: un percorso di analisi e intervento”. Il seminario online intende presentare caratteristiche e finalità di -WORK, un progetto di analisi e di intervento, finanziato dalla fondazione Carisbo, ideato per rispondere ai bisogni di “ adulti in transizione” e produrre un cambiamento significativo nelle vite delle persone coinvolte e nella comunità. Verranno discussi approcci teorici e strumenti utili per la formazione degli operatori.

Tutte le informazioni e il programma completo nel sito web del Festival della Cultura Tecnica 2020 

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